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La profondità di campo in fotografia

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In ambito fotografico, la profondità di campo è un fenomeno col quale si ha a che fare ogni qualvolta ci si pone dietro la fotocamera per immortalare un soggetto e, sebbene spesso non se ne conoscano i principi di base, ognuno di noi ha imparato che per realizzare uno scatto bisogna prima “mettere a fuoco” ciò che si desidera, poiché generalmente qualche parte della foto rimarrà sfocata.

Oggi ci addentriamo dunque nei meccanismi per i quali certe parti dell’immagine risultano nitide ed altre no, cercando di comprendere come sfruttare la cosa a nostro favore per riuscire infine a stabilire a priori e quindi a controllare l’effetto della profondità di campo sulle foto che andremo a scattare.

Pdc 1

Di come si comportano i raggi luminosi quando attraversano l’obiettivo ne abbiamo già parlato nella trattazione delle aberrazioni ottiche (prima e seconda parte); tenendone a mente i concetti principali, possiamo ora fare un passo in avanti e cominciare a comprendere il perché si verifichi questo fenomeno.

Per prima cosa c’è da dire che è sempre e inevitabilmente presente su qualsiasi dispositivo atto a riprendere immagini, pur variando ovviamente a seconda di determinate caratteristiche che vedremo tra poco. Anche l’occhio umano del resto si comporta esattamente allo stesso modo, anche se, visto che è un sistema che mette a fuoco automaticamente e non “memorizza” le immagini, è più difficile accorgersene. Volendo si può comunque fare una prova molto semplice: mentre leggete questo articolo sul vostro monitor, ponetevi ad una trentina di cm da esso e mettete un dito davanti alla vostra faccia; se cercherete di leggere l’articolo (quindi mettendo a fuoco la superficie del monitor) noterete che il dito apparirà sfocato; viceversa, concentrando lo sguardo sul dito, non riuscirete più a leggere questo testo dato che sarà andato in una zona fuori fuoco.

Ci siete riusciti? Bene, avete appena scoperto cos'è la profondità di campo! Per dare una definizione più precisa, possiamo dire che la profondità di campo è quello spazio davanti e dietro al soggetto inquadrato in cui l’immagine rimane a fuoco o comunque tale che l’occhio la percepisca in questo modo. Il punto di fuoco è infatti uno soltanto e si traduce in un piano parallelo al sensore che, inquadrato, appare nitido. Tutti i piani vicini che per effetto della profondità di campo ci sembrano altrettanto dettagliati, in realtà cadono fuori quest'area ed è l'occhio che, compensando, ce li fa sembrare simili per livello di dettaglio.

Dicevamo che la profondità di campo, o PdC com'è spesso indicata (DoF, Depth of Field, per gli amanti della lingua d'oltremanica), cambia al variare di alcuni fattori. Conoscendoli ed utilizzando una formula specifica, possiamo quindi dedurre quale sarà il risultato nella foto ancor prima di scattare, e questo non è un semplice esercizio tecnico, ma uno dei pilastri sui quali poggia la fotografia.

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