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Sicurezza IT: duro scontro tra necessità e realtà nelle aziende italiane in una fotografia del mercato scattata da Horus Informatica

Horus Informatica scatta una fotografia della sicurezza IT delle aziende italiane attraverso un sondaggio realizzato su 200 responsabili aziendali del Paese.

Il quadro generale che deriva dalla ricerca di Horus Informatica mostra un’Italia in cui il livello di sicurezza IT delle aziende non sembra essere adeguato alle effettive necessità. Sebbene il mercato si stia muovendo verso soluzioni sempre più efficienti e con un miglior rapporto qualità prezzo, il 70% delle aziende dichiara che è il budget limitato a non premettere di implementare una protezione IT idonea, affiancato da un 48% che sostiene che sia la limitata cultura IT a non permettere di effettuare le scelte migliori. Mancanza di personale IT specializzato (25%) e di un’infrastruttura IT idonea (15%) seguono a ruota, segno dell’oggettiva necessità da parte delle aziende italiane di affiancarsi a partner preparati ed efficienti, in grado di guidarle nelle scelte e supportarle con personale specializzato che vada a sopperire alle mancanze interne.

Horus

Il livello di cultura IT in azienda è ritenuto scarso o sufficiente nel 73% dei casi andando ad impedire uno sfruttamento ottimale di quanto già investito. Il rapporto Horus Informatica evidenzia che laddove gli investimenti in sicurezza siano stati effettuati le potenzialità non vengono sfruttate appieno, il 50% dichiara infatti che si potrebbe fare molto di più, e anche in questo caso il supporto di un partner specializzato potrebbe essere la soluzione adatta per massimizzare il ROI di quanto già in house.

“Attraverso la nostra ricerca abbiamo voluto dare voce a chi affronta sul campo i problemi legati alla sicurezza IT, per aiutarli ad evidenziare la spaccatura che esiste tra necessità e realtà.” afferma Massimo Grillo, General Manager di Horus Informatica ”Andando ad analizzare gli ambiti più critici si scopre che sicurezza perimetrale (45%), sicurezza degli end point e perdita dei dati (44%) e controllo delle applicazioni (41%) sono le aree in cui le aziende italiane hanno riscontrato maggiori problematiche nell’ultimo anno.”.

Quali quindi in definitiva gli ambiti in cui si dovrebbe investire di più e che potrebbero aiutare le aziende a risolvere annosi problemi? Un esempio è sicuramente la sicurezza in base alle identità, di cui il 77% delle aziende ha già sentito parlare ma solo il 40% ha già implementato. In tema di funzionalità il 38% dichiara che il controllo degli accessi basato sul ruolo dell’utente sia tra i principali desiderata da avere in azienda e il 32% gli affianca il controllo con policy user based delle conversazioni di messaggistica istantanea e del trasferimento dei file. Mancanza di budget e cultura IT fanno però scontrare ancora realtà e necessità portando il 76% ad affermare di non essere ancora pronto a investire in questo ambito nel 2010.

“In termini pratici la nostra ricerca evidenzia ad esempio che le aziende stanno affrontando un’adozione sempre più massiccia di tecnologie che permettono il lavoro da remoto - il 55% ha fino ad un quarto della forza lavoro in movimento e il 22% arriva fino alla metà dei dipendenti on the move “ continua Grillo “ma poi il 60% non ha nessuna protezione o un livello molto basso di sicurezza e controllo dei dispositivi di memorizzazione removibili, esponendo quindi agli attacchi un pericoloso tallone d’Achille.”.

Un capitolo a parte va poi aperto per quanto riguarda i temi più caldi del momento: virtualizzazione e cloud computing. I risultati della ricerca lanciano importanti spunti di riflessione rispetto a se esista o meno un adeguato livello di informazione e cultura a riguardo. Sebbene infatti solo il 7% il 16% delle aziende indichino rispettivamente la gestione degli ambienti cloud e virtualizzati come aree problematiche, il 34% dichiara poi candidamente di non sapere se virtualizzazione e cloud abbiano in realtà aumentato il livello delle minacce alla sicurezza aziendale. Nonostante poi la forte penetrazione in azienda dei siti e servizi Web 2.0 gran parte di responsabili IT (il 42%) continua a pensare che il livello generale delle minacce non sia aumentato.

“Infine una nota positiva che trasforma a colori una fotografia che poteva inizialmente sembrare in bianco e nero “chiude Grillo “Nonostante tutto la crisi del 2009 sembra aver impattato leggermente meno di quanto si creda dato che un 22% dichiara di avere a disposizione nel 2010 un budget IT dal 10 al 30% più alto rispetto al 2009. Forse non basterà a colmare il dislivello tra necessità e realtà ma sicuramente ci fa guardare al 2011 con un sorriso in più.”.

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