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L’Europa vuole veramente arrestare la crescita dell’e-commerce in Italia e favorire il rincaro dei prezzi su Internet?

Nell’ambito della Proposta di Direttiva sui diritti dei consumatori, il Parlamento europeo lo scorso 24 marzo ha approvato una serie di misure che potrebbero seriamente pregiudicare lo sviluppo dell’e-commerce in Europa[1].

A seguito di questa decisione, Pixmania.com e vente-privee.com convengono che queste misure sono eccessive e sproporzionate. Infatti, secondo la Proposta di Direttiva sui diritti dei consumatori, i siti di commercio elettronico saranno, innanzitutto, obbligati a consegnare i loro articoli in tutta Europa.

Pixmania

Inoltre, mentre nella maggior parte dei Paesi europei attualmente il cliente dispone di 10 giorni per cambiare idea e restituire un prodotto, l’Europa ha deciso di estendere a 14 + 14 giorni la durata legale del diritto di recesso (14 giorni per la notifica + 14 giorni per la restituzione dell’articolo). In questo modo la durata del diritto di recesso è portata in totale a circa 1 mese: ovvero, un termine 3 volte superiore rispetto a quella attualmente esistente.

Inoltre, sempre secondo il testo in oggetto, qualora il cliente decidesse di restituire il prodotto acquistato, il venditore dovrà rimborsare il consumatore prima ancora di aver ricevuto il prodotto restituito, a rischio di riscontrare in seguito che il prodotto è stato utilizzato, danneggiato o inutilizzabile.

A questo si aggiunge che, per un ordine superiore a 40€, l’azienda sarà tenuta a rimborsare le spese di rispedizione (oltre alle spese di consegna) al cliente che, in capo a 14 giorni, potrebbe cambiare idea e decidere di restituire il prodotto.

Tali misure metteranno a rischio l’equilibrio finanziario di molte aziende europee incidendo negativamente sui loro bilanci.

In primo luogo, a causa del costo diretto che esse rappresentano. Di fatto, per un ordine di 40€, la perdita diretta per il venditore può essere stimata intorno ai 10€ (senza contare la perdita legata al reso di prodotti danneggiati).

In secondo luogo, queste misure causeranno un forte aumento della quantità di prodotti restituiti, poiché incoraggeranno alcuni clienti ad ordinare più prodotti alla volta, spesso senza neppure la reale intenzione di acquistarli.

L’impatto di questo provvedimento si rivelerà ancora più significativo, nella misura in cui la gratuità delle spese di consegna e di restituzione si applicherà a tutti gli ordini, compresi quelli per i prodotti consegnati all’altro capo dell’Unione Europea.

Tali misure si riveleranno dannose anche per gli stessi consumatori i consumatori e provocheranno delle ripercussioni inevitabili sul livello generale dei prezzi. Tenuto conto del basso tasso dei margini applicato nell’e-commerce, la maggior parte delle aziende non avrebbe altra scelta che aumentare i propri prezzi di vendita su Internet.

Di conseguenza, i clienti che ordinano regolarmente e restituiscono solo occasionalmente i prodotti dovranno, pagare per coloro che ordinano tre o quattro prodotti alla volta o, ancora, per coloro che desiderano semplicemente usufruire di un prodotto per un mese per poi restituirlo, senza alcuna spesa a loro carico.

Queste misure avranno anche conseguenze negative sulla concorrenza e, di conseguenza, sull’assortimento di prodotti disponibili su Internet e sui loro prezzi. A tutto questo si aggiunge il fatto che queste misure sono state  adottate senza la consultazione preventiva dei professionisti dell’e-commerce e senza l’analisi dell’impatto economico, entrando in contrasto con l’obiettivo primario della Proposta di Direttiva stessa. Come è possibile costruire un mercato interno e permettere lo sviluppo del commercio europeo,se delle disposizioni manifestamente eccessive e sproporzionate minacciano lo sviluppo e il futuro dell’e-commerce stesso?

Le misure in questione sono oggi criticate dalla maggior parte delle associazioni i professionali in Europa. Come è possibile costruire un mercato interno e permettere lo sviluppo del commercio internazionale andando contro l’opinione dei professionisti?

Pixmania.com e Venteprivee.com sono favorevoli all’evoluzione del commercio, alla protezione del consumatore e alla armonizzazione delle regole a livello europeo ma considerano le misure proposte dal Parlamento Europeo troppo rigide.

Se il Parlamento Europeo, il Consiglio dell’Unione Europea e la Commissione Europea saranno concordi, il testo sarà adottato, in prima lettura, entro 2 mesi.

Pixmania.com e vente-privee.com chiedono al Governo Italiano di non sostenere il testo adottato dalla commissione Mercato interno e Protezione dei Consumatori (IMCO).Tutte le conseguenze ad esso correlate.

[1]Per leggere il testo completo http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P7-TA-2011-0116+0+DOC+XML+V0//IT

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