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Business Software Alliance in audizione alla Camera dei Deputati per puntare i riflettori sugli allarmanti tassi di pirateria nel nostro Paese

Si è svolta questo pomeriggio – presso la Commissione Parlamentare di Inchiesta sui Fenomeni della Contraffazione e della Pirateria in Campo Commerciale alla Camera dei Deputati – un’audizione cui sono intervenuti i rappresentanti di Business Software Alliance (BSA) per il settore del software commerciale e FIMI/FPM per il settore discografico.

bsa

La Commissione ha iniziato con BSA e FIMI un ciclo di audizioni inteso a comprendere e approfondire le problematiche, e possibili soluzioni, relative alla pirateria delle opere dell’ingegno messe a disposizione online e protette dalla proprietà intellettuale.

BSA ha così potuto presentare ai componenti della Commissione il settore del software con le sue caratteristiche e prospettive di crescita e illustrare gli allarmanti tassi di pirateria che da troppi anni affliggono il comparto – e tutto il suo indotto – nel nostro Paese. L’Italia infatti anche quest’anno soffre di un tasso di pirateria pari al 49% – praticamente un software su due è piratato – rispetto ai tassi in ribasso dell’Europa (33%) e Stati Uniti (21%).

I rappresentanti delle associazioni di titolari di diritti d’autore hanno quindi approfondito con la Commissione i rischi per il sistema economico nazionale connessi all’inclusione dell’Italia nella Watch List del 2011 Special 301 Report stilato dall’Office of the United States Trade Representative.

Nella stessa direzione va l’auspicio – condiviso dall’intera filiera e espresso da BSA in Audizione – che la disciplina sulla pirateria online attualmente in discussione presso AGCOM stia andando verso evoluzioni positive, in grado di contribuire concretamente a una significativa riduzione  della pirateria in rete.

 “Il nostro Paese non può permettersi di perdere competitività sullo scenario internazionale”, ha commentato Matteo Mille, Presidente di BSA Italia. L’ipotesi regolamentare allo studio dell’autorità, votato lo scorso luglio, già rappresentava un importante passo da parte delle Istituzioni  per affrontare il grave fenomeno della pirateria multimediale che tuttora rende poco affidabile il nostro marketplace. E’ necessario affinare il dispositivo di quel Regolamento con riferimento ad alcuni punti specifici, e finalmente l’Italia disporrà di una serie di strumenti di contrasto all’avanguardia in Europa per la tutela della Proprietà Intellettuale anche su internet”.

 “IDC stima che, potendo ridurre il tasso d’illegalità sopra citato di dieci punti percentuali in un arco di quattro anni, l’economia italiana ne beneficerebbe con oltre 7. 500 nuove opportunità di lavoro nel settore IT e con oltre 3,5 miliardi di euro in nuovi volumi d’affari sviluppati”, conclude Mille. “Sarebbe irrazionale rinunciare a un tale contributo alla ripresa per difendere i diritti di chi si serve della rete per infrangere la legge”.

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